Annunci
Annunci
  • Seguimi anche su Bricciole d’info – farfugliamenti

  • DEDICATO A:

    Un forte abbraccio alla mia famiglia; a mio figlio, che con le sue "bricciole" (impossibile fargli capire l'errore ), mi ha dato l'ispirazione per il titolo del blog e al mio piccolo cucciolo che vorrebbe già scrivere al pc come la mamma!

  • Translate

  • Categorie

  • Ultimi post

  • Archivi

  • Login

  • Se pensi che questo blog

    ti abbia lasciato un segno,

    e lo ritieni utile,

    puoi sostenerlo

    offrendomi un caffè

  • Member of The Internet Defense League

Quel dolce giorno di Settembre…

Era uscita quel pomeriggio a fare una passeggiata fra le campagne e i vigneti del nonno. Appartenevano alla sua famiglia da generazioni.

La terra profumava di vino, di mosto, di uva matura, succosa, dolce.

Mancava poco alla vendemmia, la vite sembrava chinarsi in segno di ringraziamento verso la terra sacra, tanto era carica di grappoli d’uva.

Le vennero in mente i suoi anni d’infanzia, quando il nonno faceva il vino vecchia maniera. Era bellissimo pestare l’uva coi piedi nudi, sentire il succo fresco tra i piedi, sguazzare, urlare di gioia…

Era ormai finita l’estate e tra quei vigneti, godeva degli ultimi raggi di sole che riuscivano ancora a riscaldarle la pelle…

Il cuore era da tempo che non veniva più riscaldato, così come era da tempo immemorabile che il suo corpo non provava emozioni.

Non era più riuscita ad amare nessuno come lui… Lui, la sua vita la sua maledizione!

L’uomo che era riuscito a portarla in paradiso e a farla cadere nel baratro dell’inferno della droga… L’uomo che le aveva regalato così tante emozioni a letto e così tanti deliri al di fuori.

Un amore e odio indescrivibile… Si era allontanata da lui perché era l’unico modo per salvare la sua vita, per salvare se stessa, ma lo amava ancora… era l’unico che l’aveva fatta sentire donna, che l’aveva portata alla scoperta di se stessa in tutti i sensi.

Si era rifugiata tra le quelle campagne del nonno, dopo un lungo periodo di clinica. Non le dispiaceva, tutto sommato. Provava quella sensazione di dolce benessere, un senso di pace che aveva quasi dimenticato.

Il sole le accarezzava la pelle, un vento leggero e spostava il vestito, più simile a una sottoveste, ma tanto era sola e non se ne preoccupava.

Era scalza, i fili d’erba le solleticavano i piedi esili…

D’improvviso un brivido lungo la schiena, una goccia. Alzò lo sguardo, piovigginava. Una pioggerella leggera, ancora accompagnata dai raggi del sole. Era calda, sensuale, avvolgente.

Si stava bagnando, il vestito che prima svolazzava col vento, adesso le sottolineava il corpo, mettendo in evidenza un fisico esile ma dalle curve proporzionate. Emanava un fascino particolare. I capelli lisci e neri cadevano lungo il viso rendendolo ancor più seducente e mettendo in evidenza le labbra carnose, rosse, morbide fresche come una pesca.

Sentiva una forte emozione nascere in lei, si leccò le labbra, le mordicchiò e istintivamente portò una mano al seno, la scollatura molto pronunciata, non portava reggiseno, aveva sempre odiato la costrizione e li poteva tranquillamente essere libera, senza essere giudicata, senza essere indicata come “cattiva ragazza”.

La mano accarezzava, sfiorava delicatamente il seno, che ben presto si liberò anche della velatura del vestito. La pioggia scorreva sui capezzoli ormai turgidi… Era bagnata, e non solo nei vestiti. Sentiva crescere una forte eccitazione dal ventre che richiedeva un contatto, il suo contatto. Si sdraiò lentamente nell’erba fresca e bagnata…  Mentre la sua mano dal seno scendeva fremente verso il ventre, accarezzando la stoffa leggera e bagnata del suo vestito.

Sentiva sempre più caldo, le sue labbra, leggermente aperte, lasciavano spazio a un ansimare sempre più forte.

La mano scostò le mutandine in pizzo, frugando e facendosi spazio per giungere alla calda e morbida carne. Col dito massaggiò il clitoride in modo circolare, sempre più veloce, giungendo a un apice di desiderio altissimo. Sudava, e le gocce si confondevano con la pioggia…

Era sola, sola con se stessa, e si stava lasciando andare…

Continuò a frugare nelle sue parti intime infilando ora un dito, ora due, finché… presa da forte eccitazione, sentì un fruscio, dietro ad alcuni arbusti poco distanti, si accorse di due occhi che la guardavano… era troppo eccitata per preoccuparsene, e in fondo la cosa nel le dispiaceva!

Continuò a toccarsi, sapendo di non essere più sola. Dentro e fuori con le dita, con ritmo sempre più intenso, era bagnata, la penetrazione delle dita non trovava nessun attrito, si penetrò con 3, 4 dita… non le bastava. Il sapere che dietro a quei cespuglio qualcuno la osservava e forse, godeva di lei, godeva con lei, la eccitava ancor di più. Senza nessuna difficoltà, riuscì a infilare la mano.. “Oh mio Dio!” Si sentiva piena, inebriata del suo stesso amore… dentro… fuori… un lungo orgasmo la colse, l’avvolse, la inebriò e urlando continuò allo sfinimento… Da dietro il cespuglio sentì che anche chi l’aveva scrutata, osservata, godeva, godeva del suo stesso piacere… Non sapeva se fosse uomo o donna, non aveva alcuna importanza… contava solo il piacere che entrambi ne aveva tratto e, stremata ma completamente appagata si addormentò, lì, nell’erba bagnata, coccolata dalle calde e dolci gocce della pioggia.

Annunci
Articolo successivo
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: