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Parole, parole, parole

  Non so se sia il delirio della febbre che non mi ha fatto dormire tutta notte, o se realmente sono un pesce fuor d’acqua.

 

Mentre aspettavo nel cortile della scuola di mio figlio, che suonasse la campanella, osservavo, quasi invisibile agli occhi degli altri, l’ammasso di gente che chiacchierava, senza smettere un secondo… “Ma non gli si asciuga la bocca? Cosa avranno da dirsi tutte le mattine?”

Sinceramente l’unica cosa che mi viene da pensare la mattina è che me ne vorrei tornare a letto!

Guardavo le mamme dei compagni di scuola di mio figlio, si agitavano, si lamentavano, “Questo non va, questo bisogna chiarirlo…” Possibile che sia l’ unica che non ha da lamentarsi col modo di agire delle maestre?

Due son le cose: o io sono un emerita imbecille, o il mondo di oggi ha come unico scopo quello di lamentarsi.

E parlo solo di lamentele, perché poi, guardando il succo della situazione, nessuno fa niente per risolvere il problema di cui si lamenta.

E’ come se aspettassero che, un ipotetico qualcuno, sentendo quelle lamentele, si muova per loro e risolva il problema…

Ma se poi ci penso bene, questa è una situazione, un modo di agire, che non si ferma solo nel cortile della scuola! Noooo!

Nell’ambito lavorativo, accade la stessa cosa! In quanti sono effettivamente contenti? Praticamente nessuno! Ma al momento di mettere le carte in tavole col datore di lavoro… ahi… punto cruciale, nessuno è presente… troppa paura di perdere il proprio posto di lavoro!

Idem con patata per quanto riguarda la situazione socio- economica del nostro paese. Tutti pronti a lamentarsi, ma nessuno che abbia, veramente, il coraggio di muovere paglia per cercar di risolvere la situazione. Che scherziamo? E chi rischia? Chi ha il coraggio di incorrere in ritorsioni? Non siamo mica spagnoli, noi!

Mi sa che la febbre non c’entra assolutamente niente!

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