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Il concetto del blog: 2 blog + 2 blogger = confusione

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Non so per quale recondita ragione, l’italiano ha la naturale tendenza a italianizzare tutto ciò che trova all’estero modificandolo a un punto tale da ridurlo ai minimi termini.
Generalmente, si dovrebbe cercare di migliorarlo! Invece…

Prendo l’esempio del  blog, per un semplice motivo, adoro il mio blog, lo sento come un figlio e si sa “Ogni scarrafone è bello a mamma soja”.

In origine esisteva un solo blog: quel tipo di blog che serviva a sostituire il giornale aziendale o a integrare rubriche per i siti online.
Il blogger veniva assunto regolarmente e pagato un tot (oggi circa 20$ a post) per scrivere e gestire la pagina del blog che gli veniva messa a disposizione.
Nominato blogger freelancer perché lavorava da casa, seguendo i suoi ritmi, le sue “ispirazioni”.

Un sogno eh?!
Te lo immagini con un post al giorno, raggiungeresti tranquillamente la cifra di 600$ al mese, niente male.
Ma non è il sogno italiano!
E già, perché questo accade all’estero, in cui il “lavoro del blogger” è VERAMENTE un LAVORO!

Adesso ritorna coi piedi per  terra…

Sei in Italia, la tua amata italia, che noi italiani stiamo letteralmente portando allo sfascio. La colpa è nostra SI.
Ritorniamo al nostro blog.
Esistono due categorie di blogger:
1. il blogger fai da te, il cui lavoro (se lavora), non ha niente a che vedere con ciò che scrive, il blogger pensionato, che scrive per non star con le mani in mano, la blogger casalinga che pur di scrivere corre in casa come una forsennata rischiando di cadere e rompersi l’osso del collo. Tutti blogger che, correggimi se sbaglio, hanno iniziato a scrivere con la speranza di portare a casa uno stralcio di guadagno. Speranza alimentata dalla pubblicità sfrenata di quelle piattaforme che hanno promesso e che tutt’ora promettono facili guadagni (sulla pubblicità).
La realtà non è questa. Lo so io, lo sai tu. Ci si dispera, si cade in paranoia, “non valgo a niente, ho sbagliato tutto”, ci si butta a fare il copywriter, accontentandosi di 2, 3 € ad articolo, di cui si perdono i diritti. Insomma ci si svende senza pudore, pur di vedere pochi spicci. L’italiano in questo è gran maestro.
Ma l’insoddisfazione rimane, anzi accresce quando, leggendo le pagine dei blogger, colleghi americani, ti rendi sempre più conto che per loro è UN VERO LAVORO. Leggi qui: http://singlemomsincome.com/how-to-write-a-blog-post-in-twenty-minutes/

2. IL blogger per lavoro, non perché pagato per farlo, ma perché integra e completa il suo lavoro di base. Gli serve per farsi conoscere e per far conoscere ciò che vende (non importa cosa). Il suo guadagno col blog sono i nuovi clienti.
Questo è un blogger soddisfatto, ha raggiunto il suo scopo.

Tu che blogger sei?

Scommetto che anche tu fai parte della prima categoria.
Be’, smetti di disperarti! Tanto non serve a niente!
Pensa solo che hai l’asso nella manica da sfruttare. Tu come tanti altri, non credere di essere solo!
So di te alcune cose:
• sai fare almeno una cosa, ma ciò che scrivi nel blog non è ciò che sai fare;
• ti svendi per pochi spicci perché non credi di poter pretendere di più;
• continui a cercare la formula magica per diventare ricco.

Ecco cosa ti dico
• crea un blog che tratti ciò che sai fare meglio.
• scrivi per altri? Non svenderti pretendi ciò che ti spetta realmente. Vali più di quel che credi.
• La formula magica sei tu. Non cercare in altri la soluzione al tuo problema. Ti possono aiutare a trovarla in te, ma se non ci metti del tuo…

PS: Questo è un post “valvola di sfogo”, parlo di te, ma è come se parlassi con me stessa. Perchè anche io sono italiana e anche io ho commesso gli stessi errori. I buoni consigli, i migliori consigli, sono quelli che provengono da consulenti esperti come http://girardihr.com .

Le mie sono solo conclusioni schizzate su queste pagine dopo un lungo periodo di riflessione e di letture, dopo aver letto e commentato altri blog.
e mi son chiesta:

Che blogger sei?
Quanto vali?
Fai veramente ciò che vuoi?

Scritto da Briccioledinfo

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4 commenti

  1. Siamo tutti blogger fai da te, qui non è possibile vivere di blogging, ma come potrebbe? Cosa vendiamo, in fondo?

    Per vendere bisogna creare un prodotto, no? Questo deve fare un blogger se vuole casmpare col suo blog.

    Rispondi

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