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Giornalisti: ma da che parte state?

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Avrei voluto mettere un altro titolo, “Giornalisti: una massa di venduti”.

Non mi venite a dire che sarebbe esagerato!

Perché dopo l’esperienza di questi giorni, viene spontaneo usare termini poco diplomatici!

Ho sempre creduto che l’informazione dovesse essere riportata esattamente, senza modificarne vicende, senza aggiungere opinioni personali.

Da blogger, ho cercato di capire la posizione dei giornalisti, ma sinceramente, da 15 giorni a questa parte, tutto posso dire, ma non posso certo confermare la loro lealtà, giustizia, correttezza nell’informare i cittadini.

Cercano semplicemente il modo migliore per far scalpore, per essere i primi a dare la notizia più forte, contorcendo, spesso e volentieri la realtà.

Lo hanno dimostrato dal momento che si sono dedicati alla manifestazione del 9 dicembre, solo dopo che si sono veramente accorti dell’enorme importanza della manifestazione.

Erano giorni che si volevano informare i cittadini, giorni che li si contattava.

Ma non gli hanno dato peso…. o qualcuno gli ha suggerito di non tenerci in considerazione?

Poi, logicamente, come sempre accade, non si può più nascondere la realtà dei fatti!

Capito che la manifestazione sarebbe andata avanti e che non si trattava di una bufala, si sono presentati in massa, come dei mosconi. Parevano interessati alla cosa, ma……………..

Eh c’è sempre un ma!

Infatti, non hanno ascoltato neanche mezza parola di ciò che il popolo dei manifestanti hadetto:

“SIAMO UN GRUPPO DI PERSONE, DI CITTADINI, OPERAI, COMMERCIANTI, IMPRENDITORI, PENSIONATI, DISOCCUPATI, STUDENTI, STANCHI DEL DEGRADO DEL NOSTRO PAESE. SIAMO UN GRUPPO DI PERSONE CHE VOGLIONO RIPRENDERSI IN MANO IL PAESE, CHE RIVENDICA I PROPRI DIRITTI: IL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE, LA SOVRANITA’ DEL POPOLO. NON SIAMO UN GRUPPO POLITICO, SIAMO APARTITICI, NOI SIAMO L’ITALIA”.

Le parole erano ben chiare e sono ben chiare.

Eppure, il boom deve essere forte e salta l’appellativo I FORCONI.

E poi si lamentano se li si chiama FALSI?

E si cari i miei giornalisti, questa è VERA E PROPRIA FALSITA’

QUESTA E’ CATTIVA INFORMAZIONE PER COMODO DEL GOVERNO, PER PARARE IL FONDO-SCHIENA A QUEI “PARACULI” CHE STANNO AL GOVERNO.

Imparate a dire le cose come stanno realmente, a informare il cittadino con i VERI DATI DI FATTO e non con articoli che hanno l’unico scopo di destabilizzare, di falsificare la realtà.

Questo modo di fare, cari giornalisti, che sia per soldi, che sia per idee politiche, a casa mia si chiama ESSERE VENDUTI!

VOI COME LA CHIAMERESTE?

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4 commenti

  1. Purtroppo, mi dispiace dirlo, ma ultimamente molto giornalisti o pseudo tali hanno il potere di manipolare a loro piacimenti l’informazione, e noi siamo pronti ad accettare ciò che dicono come verità. Per fortuna non tutti

    Rispondi
  2. Ho visto che questo suo articolo è di un po’ di tempo fa. Ma leggendolo ci si accorge di quanto sia senza tempo. L’informazione Italiana è cambiata dagli anni 80. In maniera ancora più incisiva negli anni 90. Se dovessimo fare una ricerca sui giornali italiani, ci accorgeremmo di chi sono i padroni (la invito a leggere un articolo sul mio blog che spiega in maniera più dettagliata a chi appartengono i giornali). Non so se ricorda uno dei più grandi giornalisti italiani quale era Montanelli. Direttore di una testata giornalistica venne messo con le spalle al muro perchè il nuovo “Padrone” fece capire che le cose sarebbero cambiate dal momento in cui prese possesso del giornale, Sostanzialmente, doveva scrivere ciò che era comodo a chi comandava. Questo è certo uno dei casi più noti, ma i giornali ancora oggi funzionano cosi. Se poi dalla carta stampata passiamo ai media, ne abbiamo ancor più conferma, la maggior parte dei gruppi televisivi sono di proprietà, la tv pubblica quale è la Rai è dei partiti. Siamo al settantesimo posto per libertà di stampa, tutto questo sotto la reale dipendenza della popolazione verso il mezzo televisivo, altro non fa che direzionare l’attenzione su cose distanti dal vero. Se ricercate su internet, il video denuncia di un appartenente al mondo televisivo che opera dietro le quinte, vi si aprirà uno scenario più completo. Fatto sta che viviamo in una pseudo democrazia, che sempre più si avvicina alla dittatura. Lo fa in maniera silenziosa, infame, si annida nella distrazione popolare, s’avvinghia al disinteressamento politico, si nutre del menefreghismo popolare. Dico sempre a chiunque parli con me di certi argomenti, come politica, libertà, uguaglianza, democrazia e partecipazione che se l’Italia, paese che amo, è ora in queste condizioni perchè; al 90% per la mala-politica nazionale, regionale, e locale, che non ha disdegnato la mafia come alleata, il compremesso criminale, l’abbandono della meritocrazia e chi più ne ha più ne metta. E poi, il restante 10% del popolo, che ha sempre delegato qualcuno dandogli poi la responsabilità di creare il futuro di 65 milioni di persone, ce ne siamo lavati le mani, gli anni 80, ad esempio erano gli anni del boom italiano, a livello economico, sociale, lavorativo. Il Pil cresceva, eppure nessuno si rendeva conto di quanto la classe dirigente nazionale si stesse indebitando. “Spenderemo una lira in più del PCI”. Con queste parole D’Amato fece la sua campagna elettorale per battere il Partito Comunista Italiano. Questa sua affermazione elettorale rifletteva in maniera lampante ciò che succedeva. Oggi abbiamo un debito che quella politica ha contribuito a far lievitare in maniera inverosimile, ma il popolo era completamente all’oscuro, sia perchè non informato, sia perchè non aveva nessuna voglia di preoccuoparsi. Purtroppo questa indifferenza politica continua ancora oggi, con le conseguenze che tutti abbiamo sottto gli occhi, ma sembriamo oramai assopitii da un silenzio che sta portando la società ad una morte certa. Ci sarebbe altro da dire ma non la voglio annoiare minimamente, ma il suo articolo è interessante, dovrebbe scrivere spesso, trovo interessante seguirla.

    Rispondi
    • Ci sarebbe tantissimo da dire, talmente tanto che non basterebbe scrivere per due secoli di seguito. Purtroppo, mi sino resa conto che il nostro paese non è ancora pronto per vere battaglie. Buoni solo a lamentarsi e condividere lamentele. Un bla bla continuo di informazioni (spesso false) che servono solo a dare aria ai denti. Mi sono perciò abituata a dir la mia senza pretese, come uno sfogo personale per non scoppiare come una bomba a orologeria. Mi lusinga trovare chi condivide le mie idee e le posso garantire che non mi annoia leggere ciò che lei ha da condividere, anche qui. Tutt’altro, la cosa mi fa piacere, la prego, perciò, di non indugiare qualora le venisse voglia di postare un qualsiasi commento. La ringrazio infinitamente🙂
      PS: ci potremmo anche dare del tu😉

      Rispondi

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