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Parliamo di…

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E’ tanto che ci penso e tante volte ho scritto qualcosa in merito, ma ultimamente, leggendo alcuni blog e in particolar modo i commenti, mi sono resa conto che  io sono proprio “una gran bastian contraria!”

Per mia natura vado contro corrente, insomma, la perenne adolescente, nonostante abbia superato i miei anta, che, noncurante di quanto possa essere utile o meno, preferisce impostare la propria vita, nonché il proprio blog, secondo il proprio istinto e non seguendo le regole di base, che tra l’altro, in passato, ho più volte ribadito.

In realtà in questo caso, sarei da linciare!
Ebbene si. Mea culpa!
Sono da catalogare tra coloro che dicono cornuto all’asino!
Ma che ci posso fare?
Ma se ci ragiono su, in fin dei conti, mica più di tanto!
Non ho mai voluto insegnare niente a nessuno, anzi, ritengo che grazie al mio blog, grazie al sostegno di chi mi segue e ai suoi commenti, ho imparato tanto. Mi si sono aperte nuove porte in mondi a me ignoti. Ho conosciuto, se pur virtualmente, persone incantevoli e non e son cresciuta dentro.

Per queste ragioni, potrei quasi considerare il mio blog quasi come una piazza virtuale della domenica.
Quella piazza in cui i paesani si incontravano, dopo a messa, per due chiacchiere, spesso allegre, altre volte serie, in cui i discorsi ballonzolavano su vari argomenti, uno contrapposto all’altro, ma chissà, grazie a quale miracolosa catena, uniti tra loro.
E stranamente, tutti, riuscivano a dir la loro.

Sarà perché sto invecchiando, sarà che mi mancano quegli incontri reali in piazza, ma credo che il mio blog, non possa assumere caratteristiche diverse. E’ un luogo, seppur virtuale, in cui tutti gli argomenti possono essere fattibili, un luogo, in cui non sentirsi schiavizzato dalle regole, dagli argomenti, dai commenti. Un luogo dove posso essere ciò che sono.
Non un robottino numerato al quale inserire il cd con l’argomento d’interesse.
Il problema è che tali comportamenti “robottiniani“, considerati utili nel mondo del web, si stanno riversando sempre di più nel mondo reale…….

Io non sono questa!
Sono una che ama vivere, provare, curiosa per mille. Il mio essere ha bisogno di tecnologia, ma anche di manualità, di pensiero, di azione, di emozioni….
Posso mai improntare il mio blog solo su un argomento?
Giammai!

So che molti di voi la penseranno in modo completamente diverso. Il blog è il blog.
Anzi, mi aspetto che se ne scriva di tutti i colori!

Ma mi chiedo, dal momento che la vita è una continua evoluzione, non sarebbe forse il caso di cambiar un po’ le regole visto che tal sistema, a mio avviso, ha portato più a una completa apatia da isolati (gruppi app, gruppi cucina, gruppi lettori, gruppi art, gruppi social….) più che a una completa apertura mentale?

Scritto con WordPress per Android

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4 commenti

  1. Mirko

     /  giugno 30, 2015

    Ci sono 2 tipi di blogger, chi lo fa come fonte primaria di occupazione e si da delle scadenze e tratta nei momenti giusti le tendenze del momento; e chi tratta le proprie esperienze senza una scaletta e senza una neccessita di voler parlare di argomenti che non interessano solo per far visualizzazioni, sono scelte. Comunque non e’ da tutti potersi vantar3 di avere racconti di sumo sul proprio blog, e questo ti fa onore.

    Rispondi
    • Ciao Mirko, mi spieghi in cosa consisterebbe tale onore?

      Rispondi
      • Mirko

         /  giugno 30, 2015

        Lascia che ti illumini.

        Le origini del sumo risalgono agli inizi del VI secolo, sviluppatosi dalle radici degli antichi riti religiosi scintoisti e dalle preghiere in richiesta di raccolti abbondanti. Lo sport in principio era più ruvido rispetto alla versione moderna, con la presenza di elementi di combattimento simili alla boxe e al wrestling. I primi gruppi professionistici cominciarono a formarsi nei primi anni del XVII secolo. E’ un pezzo di storia del Giappone.

      • Ok, fin qui niente da dire, anzi! Non capisco l’attinenza dei racconti impostando i sumo come dei bamboccioni, specie considerando il fatto che ha origini religiose

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