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Weekend lungo tutto l’anno, ecco la nuova proposta

woman-792818_640I weekend, si sa, sono da sempre noti come i giorni di riposo dei lavoratori: intoccabili. E’ statisticamente provato che due lavoratori su tre che usufruiscono del fine settimana come giorni di svago e relax, sono più energici e produttivi quando rientrano a lavoro a inizio settimana. E’ stato provato dal docente di Economia dell’Università di Leeds, David Spencer, il quale dopo vari studi propose il weekend lungo tutto l’anno. Tale proposta si può leggere in un articolo dell’Economist, attraverso il quale egli denuncia che lavorare troppo fa male e che eccedendo in esso ci si può ammalare più facilmente.

“Lavorando la maggior parte del tempo – scrive Spencer – perdiamo anche tempo prezioso per stare con famiglia e amici”. Ancora più importante non viene trovato il tempo per fare ciò che vorremmo davvero fare e che “le nostre vite sono troppo legate al lavoro” tanto che non riusciamo a trovare modi alternativi per vivere la nostra vita. La routine ci inganna, e il weekend lungo tutto l’anno potrebbe essere una soluzione.

Viviamo per lavorare, o lavoriamo per vivere? Questa è la domanda che spesso si pongono i lavoratori contemporanei. Nonostante la tecnologia ci prognosticava una vita più agevole e benefica, sembra sia avvenuto il contrario. Grazie ad essa il lavoro, anche se diventato meno pesante dal punto di vista fisico, coinvolge più mentalmente e psichicamente rispetto agli anni passati. La necessità di raggiungere alti livelli di produzione hanno allungato le ore di produzione, diminuendo però anche le retribuzioni. Importante per i capitalisti moderni è l’alta produzione, anche se a nuocere è il benessere dei dipendenti.

Ma è un coltello a doppia lama. Se l’impiegato non è nel pieno delle sue forze, non vi è produzione e se quest’ultima viene a mancare, diminuiscono anche i profitti del proprietario. “I capitalisti rischiano di incorrere in costi di minore produttività e minor profitto”, enuncia l’esperto, spiegando che nonostante ci siano dei vantaggi per l’avanzamento della tecnologia e conseguente maggiorazione degli orari di lavoro, ci siano anche grandi svantaggi per il lavoratore stesso che ricade poi nel “capo”.

Ma allora che fare? E’ stato sperimentato che, nonostante i dati statistici positivi di un weekend lungo, adattato alla realtà questo non corrisponda sempre ai pronostici. Un’azienda d’abbigliamento giapponese, la Uniqlo, ha deciso di ridurre la sua settimana lavorativa a quattro giorni, con le solite 40 ore di una settimana normale, concentrate però solo dal lunedì al giovedì. Un ritmo incessante e stancante che il lavoratore non può sopportare. Le ore sono troppe, e concentrarne 40 in soli quattro giorni è impossibile. Nell’esperimento, nonostante venisse concesso un giorno in più di riposo, è stato notato ugualmente un calo della produttività e solo calando a 30 ore poteva essere possibile il raggiungimento degli obiettivi economici e produttivi dell’azienda.

L’economista, nel suo articolo, lo ripete spesso: lavorare troppo fa male. Ma se le aziende decidono di calare le ore di produzione per concedere più giorni di riposo durante il weekend ai suoi lavoratori, devono scegliere anche di accettare una minore produttività e di ricavarne anche meno profitto, cambiando totalmente prospettiva alle quali sono abituate. Egli dichiara, inoltre, che ogni dipendente deve “respingere questo modo di vivere”.

Ma come riuscire a respingere questo stile di vita? Staccare completamente la mente alla fine dell’orario lavorativo, occupare il tempo libero con la famiglia o con gli amici, coltivare nuovi hobby e passioni, trovare un proprio spazio in cui non far entrare i problemi legati al lavoro. Trucchi semplici ma funzionali. Fino a che le aziende non cambiano la loro etica lavorativa, i lavoratori devono cercare nuove alternative per non farsi sopraffare da questo stile di vita frenetico e malato. Lavorare meno allunga la vita, e un cambio di motto pare più necessario: non viviamo per lavorare, ma lavoriamo per vivere, e vogliamo vivere al meglio.

 

 

 

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