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Pensione per casalinghe, ecco i requisiti e come richiederla

laundry-221470_640Il lavoro della casalinga
E’ innegabile che chi ha scelto di fare la casalinga ha fatto anche una vera e propria scelta di vita, dedicandosi alla famiglia, ai figli e alla casa.
Questo significa, tradotto in fatti concreti, che è impegnata per la maggior parte della giornata in un fascio di ruoli che sono veri e proprie “porzioni”di lavori tra i più diversi: pulire, lavare, cucinare, stirare, accudire marito e bambini, accompagnarli a scuola e occuparsi della loro educazione, in quanto presumibilmente il padre è tutto il giorno fuori per lavoro.
Come se non bastasse il ruolo di casalinga richiede anche conoscenze di economica domestica e di gestione in toto delle questioni riguardanti spese previste e impreviste, pianificando entrate e uscite a cominciare dal budget per la spesa (il cibo), fino a quella per l’abbigliamento, le scarpe, lo sport, e tutto quello che è necessario ci sia in una casa.
Insomma è un carico di responsabilità non indifferente che lo stato ha in parte riconosciuto come “lavoro”. Anche se non si tratta di un rapporto da dipendente o da libero professionista è possibile richiedere una pensione per gli anni trascorsi proprio nel ruolo di casalinga.

A chi spetta la pensione da casalinga
Secondo una legge che è entrata in vigore dal 1 gennaio del ’97 tutte coloro che svolgono il ruolo di casalinga, che hanno compiuto 16 anni e non svolgono alcun tipo di lavoro retribuito (escluso quello part time) e non percepiscono un altro tipo di trattamento pensionistico, possono procedere con l’iscrizione al “fondo previdenziale” a loro dedicato.
Viene tuttavia da chiedere come è possibile percepire una pensione da casalinga se non si versano i contributi previdenziali.
Il problema, secondo la legge in vigore, viene risolto versando ogni mese una cifra pari a 25,82 euro.
Tali versamenti devono durare per almeno 5 anni. Non è obbligatorio che vengano versati in successione, in quanto lo stesso versamento può essere fatto in tempi più lunghi e dare comunque diritto alla pensione da casalinga.

Come ci si può iscrivere al fondo pensione per le casalinghe
L’iscrizione al fondo pensione per le casalinghe può avvenire in diversi modi.
Quello più comodo è sicuramente on line. Se avete richiesto e ricevuto il Pin dell’INPS, potete accedere al relativo sito e compilare il form.
Nel caso in cui invece non lo abbiate o non avete dimestichezza con il mezzo informatico, potete sempre contattare il numero verde dell’istituto previdenziale al 803164 e farlo telefonicamente. L’iscrizione al fondo pensionistico per le casalinghe può avvenire anche recandosi presso un patronato o un ente abilitato che possa fare da intermediario.
Nel caso in cui non si possa lavorare per problemi di salute la pensione da casalinga si può abbinare ad altro tipo di trattamento previdenziale (per esempio quello per invalidità civile).
Tutte le donne che avranno provveduto ai versamenti mensili per 5 anni potranno cominciare a riscuotere la stessa pensione a partire dall’età di 57 anni.
La pensione verrà percepita a cadenza mensile ed è stabilito che sia superiore al trattamento per l’assegno sociale (che oggi si aggira intorno ai 450 euro) del 20%.
Una volta che la donna avrà compiuto 65 anni l’importò sarà abbassato in quanto entrerà in ballo l’età pensionabile valida per l’indennità di anzianità.
Nel caso di decesso della donna la pensione delle casalinghe non prevede l’indennità di reversibilità ad eventuali figli o al marito.

Una pensione al di sotto del costo della vita
Purtroppo l’ importo del trattamento previdenziale per quanto riguarda la pensione per le casalinghe, non permette certo di sopperire a un normale tenore di vita.
Tuttavia è un importo giustificato anche dai versamenti risicati che si fanno nei 5 anni prescritti per l’iscrizione al fondo.
Il calcolo infatti è basato interamente sulla proporzione dei contributi versati.
Al di la del fatto che tale trattamento previdenziale non garantisce la sussistenza minima, potrebbe essere comunque considerato un’opportunità per avere i requisiti richiesti per la pensione di anzianità e, nell’evenienza di una disabilità, per quella di invalidità (sempre in relazione alla percentuale dell’inabilità).

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